VELTRONI, DIFFICOLTA’ GOVERNO COMPROMETTEREBBE PROSPETTIVA PD

(AGI) - Roma, 29 giu. - “E’ importante che il governo duri il piu’ a lungo possibile”, dice Veltroni quando si tocca il ‘toto-voto’. La scadenza scelta e’ quella naturale, il 2011, “anche perche’ - aggiunge - prima di tornare a votare e’ necessario fare due o tre cose importanti come la riforma elettorale, quella della politica e le decisioni in campo sociale”.
Ancora piu’ ‘politicamente corretta’ la risposta su un’altra previsione, sul duello per la premiership che si lega alla corsa per la guida del PD: “Contro chi si correra’ per palazzo Chigi? E che ne so? Berlusconi non mi sembra intenzionato a cedere il passo ad altri, comunque ci saranno le primarie della mia coalizione e ora - sottolinea - pensiamo prima al Partito Democratico ma non e’ che sia come il tabellone di Wimbledon - dice rispondendo alla rosa di nomi snocciolata da Riotta - Non spetta a me indicare nomi. Dico che sara’ bene se ci sara’ un confronto tra candidature che deve pero’ essere anche su piattaforme diverse”.
In questo caso funziona bene quello che non funziona applicato alla vita dei partiti: “Vede, il fatto e’ che io dico no ai 12mila partitini che in Italia a ciascuno piace tanto fare appena si sveglia la mattina. Per questo la mia idea, che e’ di unire invece di scindere, in questa politica e’ considerata una specie di bestemmia”. Per questo Veltroni rimanda alla necessita’ di rifare in Parlamento la legge elettorale “visto che il Paese si trova in un impiccio per una legge elettorale fatta dal Parlamento”, anche se “c’e’ lo strumento del referendum se il Parlamento non riesce a farlo”.
Il sindaco di Roma si dice soddisfatto per la kermesse di Torino e saluta “la grande attenzione e consenso, il fatto che si cominci a parlare di qualcosa di nuovo, di un vento nuovo nella politica italiana”. Un mondo in cui ormai “c’e’ grande mobilita’ elettorale, per cui gli elettori non scelgono piu’ ideologicamente ma valutando le proposte”. Fanno piacere le parole di stima di Carlo Azeglio Ciampi “che ammiro”: “Eravamo insieme - ricorda - nel governo che permise all’Italia di entrare in Europa. Le sue parole dimostrano che si puo’ fare politica essendo avversari ma non nemici, che ci possono essere accordi sulle grandi questioni come nei Paesi in cui leader di governo e di opposizione su quelle questioni si parlano e non si costringono i tg - dice in casa dell’ammiraglia del ‘pastone’ - alle battutine tra il volgare e l’odioso degli uni contro gli altri”. In quel “vento nuovo”, conviene, potrebbe essere normale anche offrire a uomini come Gianni Letta, come lascia cadere li’ Riotta, un posto nel governo di centrosinistra, “come avviene in Francia, a patto - avverte Veltroni - di non implicare spostamenti da un campo all’altro come e’ avvenuto con Kouchner, pur essendo esterrefatto per la sua espulsione dai socialisti”. In quel “vento nuovo” tornano considerazioni gia’ avanzate a Torino: “Anche Berlusconi, non e’ che puo’ aver sbagliato tutto, no? La legge sul risparmio e alcune cose nelle riforms costituzionali sono del tutto ragionevoli. Io lo faro’ anche unilateralmente, dal momento che vedo gia’ certe reazioni, ma considero naturale il rispetto pur nella durezza sui programmi. Ora certamente le parole di apprezzamento per il mio lavoro di sindaco saranno dimenticate, ma nei 5 anni di governo collaborai con la passione di un italiano. Perche’ le istituzioni non sono esclusiva di nessuno e nessun governo puo’ fare la tela di Penelope con il lavoro del precedente”. (AGI)
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