LA NOTIZIA: AL VIA RACCOLTA FIRME PER REFERENDUM (ORE 14)

(AGI) - Roma, 24 apr. - E’ partita ufficialmente questa mattina alle 11 la raccolta delle firme per il referendum elettorale e, contestualmente, inizia anche la corsa contro il tempo per trovare un accordo parlamentare sulla riforma. Ma numerosi sono gia’ i distinguo. “Il referendum e’ uno strumento per spingere il Parlamento a lavorare in tempi rapidi sulla legge elettorale”, ha detto il ministro per l’Attuazione del programma, Giulio Santagata. E Parisi: “da cittadino vengo a firmare per il referendum, mentre da parlamentare mi sento impegnato a cooperare con lo sforzo del ministro Chiti che io ritengo rispettabile e generoso, anche se purtroppo finora impotente”.
Diversa l’opinione del ministro della Giustizia Clemente Mastella che ha annunciato che si dimettera’ “quando ci sara’ l’indizione del referendum”. Sempre dal fronte di governo “firmo - dice Giovanna Melandri, ministro per le politiche giovanili e lo sport - con la speranza che il referendum non sia necessario, ma firmo perche’ l’attuale legge elettorale va cambiata”. Dario Franceschini, capogruppo dell’Ulivo alla Camera, auspica un largo consenso intorno alla proposta. “Lavoriamo - dice - per fare una legge elettorale con i nostri alleati e che abbia consenso nel centrodestra”.
“Se veramente e’ nelle intenzioni dei partiti riformare la legge elettorale, Italia dei Valori ritiene che sia fondamentale che partiti grandi e piccoli rinuncino ad egoismi e particolarismi”, ha detto Massimo Donadi, capogruppo di Idv alla Camera. Secondo il leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, “il referendum e’ incostituzionale e non verra’ ammesso al voto”. Sempre dalla ‘pattuglia’ dei piccoli, Oliviero Diliberto che si dice contrario alla soglia di sbarramento del 5% e invita il governo ad essere cauto, altrimenti per la riforma elettorale l’unica via sara’ quella del referendum.
Nel centrodestra, da Forza Italia viene proposta la reintroduzione del premio di maggioranza nazionale per il Senato con “un utile sbarramento del 3-4%. Una cosa, questa, peraltro prevista dalla precedente legge elettorale e accolta da tutti i partiti”, ha spiegato Silvio Berlusconi. Il leader di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini, spiega che “se si raccolgono le firme in Parlamento si lavora in modo piu’ spedito e convinto per fare una nuova legge elettorale”.
Il referendum sulla legge elettorale avrebbe come conseguenza di “cancellare la rappresentativita’ democratica senza garantire stabilita’ e governabilita’: bisogna trovare un accordo entro le amministrative per fare una riforma, altrimenti se si andra’ a votare per il referendum, ognuno andra’ per se’”, e’ invece la posizione della Lega. (AGI)
Mav