TORINO 2006: POLEMICHE A NOVARA PER TEDOFORI EXTRACOMUNITARI

(AGI) - Novara, 5 dic. - E’ polemica tra Provincia e Comune di Novara, governati, rispettivamente da giunte di centrosinistra e di centrodestra, per la scelta dell’amministrazione provinciale di non indicare nemmeno il nome di un italiano tra i cinque tedofori che dovranno portare la torcia olimpica in occasione dei giochi invernali di Torino 2006. “Quando ci e’ stato chiesto - spiega l’assessore provinciale allo sport, Marina Fiore - di segnalare cinque tedofori, escludendo politici e sportivi di professione, abbiamo proposto la designazione di cinque cittadini del mondo, residenti nella nostra provincia’. I designati sono: Lebsir El Garras, marocchino, 51 anni, operaio e presidente del Centro Culturale Islamico di Novara, Ana Teresa Attilia Mrau Quispe, peruviana, 13 anni, studentessa, Prosper Ferdinand Elombo Soppo, camerunese, 38 anni, dell’associazione Asafitaly, Micheline Bancouly, ivoriana, 31enne, attivista nel terzo settore e volontariato, Sheng Lin Lieng, cinese, 40 anni, mediatrice interculturale.
“Si tratta - continua Fiore - di una scelta precisa per sottolineare il carattere internazionale dei giochi olimpici e lo spirito di apertura, di tolleranza e di fratellanza che li caratterizza”. Di tutt’altro avviso l’assessore allo sport del Comune di Novara, il campione di scherma Paolo Milanoli: “Sono inorridito - spiega - dalla scelta della Provincia di non designare alcun tedoforo novarese e di segnalare cinque nominativi di stranieri non sportivi, il cui unico requisito pare, appunto, quello di essere stranieri. Si tratta di uno squallido tentativo di trasformare l’evento olimpico in un palcoscenico elettorale. Dissacrare il viaggio della fiamma foriera dei piu’ alti valori dello sport e’ un delitto qualsiasi causa si voglia difendere”. Da Milanoli, che annuncia di voler sollecitare ‘l’energico intervento di chi e’ tenuto alla salvaguardia dell’integrita’ dei valori olimpici, come il presidente del Coni, Gianni Petrucci, e l’onorevole Pescante’, giunge anche un preciso avvertimento: “se queste candidature, ancora al livello di proposte fossero accettate, mi vedrei costretto a dar vita ad una protesta eclatante, coinvolgendo anche altri rappresentanti del mondo dello sport che, sono certo, condivideranno questo mio sgomento”. (AGI)