SME: DIFESA PREVITI, ARIOSTO ERA INDAGATA NON TESTE

(AGI) - Milano, 21 nov. - Proprio per il timore che tale verita’ venisse a galla, l’accusa ha “rifiutato illegalmente di produrre questo fascicolo” che, ancora una volta, Sammarco chiede di “scoperchiare e, quindi, depositare anche perche’ ormai e’ stato archiviato e non c’e’ piu’ nessun segreto da coprire”. Quel che c’era di ’segreto’ nel 9520, osserva Sammarco, e’ la prova di Ariosto indagata. Sono gli interrogatori che svelano come alla teste Omega due ufficiali della GdF avessero chiesto se era a conoscenza di una tangente da 200 milioni di lire. E se le si chiedeva di una tangente, allora, deduce Sammarco, era sotto indagine: “Ariosto e’ una ‘finta teste’ che e’ invece confidente intima dei magistrati e, al tempo stesso, l’intermediaria della tangente, nello schema della accusa “. “Se la giustizia deve servire ai cittadini - esorta Sammarco - allora bisogna riaprire il dibattimento e ascoltare ancora una volta Ariosto”. In ogni caso, Sammarco chiede di assolvere Previti con formula piena. La stessa richiesta viene sollecitata dopo di lui da Renato Borzoni, il legale del giudice Filippo Verde, gia’ assolto nel merito in primo grado dall’accusa di corruzione. “Non solo - spiega l’avvocato - c’e’ lo zero assoluto di indizi nei suoi confronti su un accordo corruttivo; addirittura - continua - c’e’ una prova in positivo. I denari arrivarono sul conto di Verde da quello della squadra di pallacanestro del figlio Camillo oltretutto tre mesi prima che Barilla faccia il pagamento corruttivo”. Il processo riprende il 26 con le eventuali repliche poi a partire dal 28 via alla camera di consiglio per il verdetto. (AGI)