TORINO 2006: BIBBIA “VINSI PRIMO ORO MA MI HANNO DIMENTICATO”

(AGI/DS) - Torino, 23 feb. - Nella serata di ieri l’Italia ha festeggiato la conquista della 100.a medaglia olimpica invernale. Questa grande e lunga favola e’ cominciata a St.Moritz nel 1948 quando Nino Bibbia vinse l’oro nello skeleton. Era la prima medaglia olimpica invernale italiana. Il valtellinese era un vero stakanovista olimpico, infatti partecipo’ a molte gare. Intervistato da Datasport ha detto: “Sono davvero felice per le ragazze dello short track. Hanno meritato la medaglia, resa ancora piu’ bella da questo prestigioso traguardo che le pone nella storia sportiva italiana. Io la prima medaglia? Una cosa che mi ha sempre reso felice, ma il Coni si e’ un po’ dimenticato di me”. Poi ricorda quel magnifico oro del ‘48: “Fu una grande sorpresa anche per me. Avevo cominciato quell’anno a fare skeleton, ma la mia voglia di vincere ebbe la meglio sugli altri. Feci un superlavoro perche’ gareggiavo anche nel bob. Ricordo che dovettero interrompere la premiazione dello skeleton perche’ ero in pista nel bob a quattro. Che giornate incredibili”. La vittoria nello skeleton arrivo’ nell’arco di due giorni e sei discese: rifilo’ 2″40 all’americano John Heaton e 2″90 al britannico John Crammond. “Rispetto ad oggi era piu’ pericoloso - spiega Bibbia -. Ma la voglia di fare sport era piu’ forte. Eravamo pionieri, avevamo fame di velocita’ e voglia di sentirci scivolare sul ghiaccio”. Nino Bibbia e’ nato a Bianzone in provincia di Sondrio il 15 marzo 1922, ma all’eta’ di quattro anni e’ andato a vivere con i genitori a St.Moritz: “Mio papa’ vendeva frutta e verdura, io lo aiutavo. Poi da grande ho aperto un alimentari e fino ad un anno fa ancora guidavo il camioncino per portare i prodotti al negozio. Sono una persona alla quale non piace stare con le mani in mano”. Bibbia ha ottenuto piu’ di 100 vittorie nello skeleton, ma su neve e ghiaccio ha praticato tutti gli sport: “Proprio cosi’. Ricordo che una volta nel 1950 feci tre discese di skeleton nel campionato svizzero, poi nel pomeriggio giocai una gara di campionato di hockey a Zurigo. Tornammo a St.Moritz per fare altre tre discese di skeleton la mattina dopo e giocare un’altra partita di campionato di hockey. Poi all’ora di pranzo vinsi una importante gara di bob a quattro. I giornali scrissero che avevo energia da vendere. Che risate che mi facevo”. “Io ho provato quasi tutto - prosegue - Ho fatto Salto, Discesa libera, Bob, Skeleton, Slalom e Hockey ghiaccio. Adoro la neve, il ghiaccio. Mi fanno sentire parte della natura, mi sento vivo”. Poi pero’ chiude con amarezza: “Ripeto, mi spiace solo che il Coni mi abbia un po’ dimenticato. Penso che avrei meritato di andare a Torino con gli altri medagliati olimpici. Ho vinto un oro importante per l’Italia, mi sarebbe piaciuto che si fossero ricordati di me. Comunque va bene lo stesso, magari ci saranno altre occasioni”.(AGI)
Red/Cau