FRANCIA: CHIRAC CONCEDE GRAZIA A EX MINISTRO SPORT, POLEMICHE

(AGI) - Parigi 26 mag. - Un’altra polemica, dopo quelle scatenate dall’affaire Clearstream, si e’ abbattuta sull’Eliseo. La decisione del Presidente della Repubblica Jacques Chirac di amnistiare l’ex ministro dello Sport Guy Drut, condannato, l’ottobre scorso a 15 mesi di reclusione ed al pagameto di 50.000 euro per un finanziamento illecito nella amministrazione dei mercati pubblici nell’Ile-de-France, ha provocato proteste non soltanto da parte dell’pposizione ma anche in seno al suo stesso partito. Medaglia d’oro nei 110 metri ai Giochi olimpici di Montreal nel 1976, Guy Drut era entrato nella cerchia di Chirac che all’epoca era Sindaco di Parigi e lo aveva nominato assessore allo sport, prima di ottenere per lui l’incarico di ministro con delega a Giovinezza e dello Sport.
La decisione di amnistiare Drut e’ stata giudicata inopportuna anche dal deputato della maggioranza Pierre Lellouche, ritenuto vicino al Ministro dell’Interno Nicolas Sarkozy. “Nel clima politico attuale - ha dichiarato Lellouche - mi chiedo se noi della maggioranza stiamo dirigendosi a tutta velocita’ contro un muro, lasciando la Francia a Le Pen ed a Segolene Royal”. Secondo il deputato Gilles Artigues, sempre della maggioranza, la decisione di Chirac ha “un effetto devastante”. “Scegliendo il giorno dell’Ascensione per annunciare la sua decisione di amnistiare Drut - ha osservato - Chirac sperava che la notizia passasse inosservata. In effetti e’ sufficiente essere amico dell’Eliseo per vedersi liberare da una condanna che era stata inflitta per dei gravi reati”.
Secondo l’Eliseo, Guy Drut e’ stato amnistiato da Chirac in base alla legge del 2002 che prevede la clemenza “per le persone che hanno reso dei servizi alla Nazione, sopratutto nell’ambito sportivo”. Dal Brasile il presidente ha alimentato involontariamente un’altra polemica, dichiarando che mandare una donna all’Eliseo “potrebbe essere una buona idea se la candidata rappresenta delle idee che sono anche le mie”. La dichiarazione non e’ piaciuta a Sarkozy, che si e’ sentito chiamato in causa per via delle sue aspirazioni presidenziali. (AGI)
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