F.1: ECCLESTONE “VENDEVO AUTO E HO SFRUTTATO CHANCE”

(AGI/ITALPRESS) - Parigi (Francia), 18 ott. - “Chi e’ Bernie Ecclestone? Un ex rivenditore di auto usate”. Scherza il boss della F.1 nell’intervista concessa al sito ufficiale Formula1.com in cui racconta se stesso e il mondo del grande circo. “Sono un artista. Un pittore inizia a dipingere senza sapere se sara’ famoso un giorno. Si cresce. In qualche modo sono stato sempre coinvolto nel mondo delle gare, ho comprato la Brabham, ho iniziato a fare il gestore di una impresa. Ho mai avuto un modello? No. Perche’ non si puo’ mai dire che si vuole essere come qualcun’altro. In caso contrario, vorrei dire che mi piacerebbe essere come Robert Redford. Ma queste cose non accadono”. Ma C’e’ una differenza tra il Bernie Ecclestone della F.1 e l’uomo?. “Sono un essere umano in Formula Uno. Quindi la risposta e’ no. Solo fortuna? Nella vita si devono sfruttare le occasionni. Molti dicono continuamente ‘Avrei potuto fare questo e ‘avrei potuto fare quello’. Io ho semplicemente preso le opportunita’ che mi sono capitate”. Ecclestone viene da molti considerato come un uomo legato a denaro, potenza e successo. “Di quale delle tre potrei fare a meno? Preferirei non avere soldi. Il successo si ottiene se si realizza qualcosa. Non avere successo vorrebbe dire non aver fatto nulla. Non ho mai fatto niente per soldi. Il denaro e’ un sottoprodotto di quello che faccio”. Ecclestone parla anche della fortuna: “Una cosa che mi ricordo e’ stato durante la guerra, ero fuori a raccogliere patate per fare qualche soldo, quando un aereo da guerra tedesca e’ sceso a pochi metri da dove mi trovavo, mi ha fatto balzare moltri metri piu’ avanti ma non ho riportati nessuna lesione, neppure di lieve entita’. Quella si’ che e’ stata fortuna”. Entrando nello specifico della Formula 1, Bernie Ecclestone non pensa a quello che potrebbe accadere nei prossimi dieci anni. “Sono preoccupato per il prossimo anno - spiega -. Chiunque inizia dicendo oggi cio’ che accadra fra tre anni sbaglia. Nel paddock dicono che ci vogliono 12 team principal per fare un Bernie Ecclestone? Vedremo - continua ridendo -. Cio’ che e’ bene per la Formula Uno e’ un bene per tutti, le squadre e i team. Troppe persone pensano solo a cio’ che e’ bene per loro. E ‘lo stesso con le regole, pensano solo a cio’ che puo’ farli vincere. Invece dovrebbero pensare piu’ a livello globale. Tante squadre sono molto competitive e vogliono vincere, io li appoggio completamente, ma devono farlo senza avere grandi vantaggi. Se una scuderia vince perche’ progetta una macchina migliore oppure ha il pilota piu’ bravo va bene, ma se fa in modo che le cose vadano in modo di creargli un vantaggio o cerca di avere un motore piu’ potente degli altri, non va bene. Chi verra’ dopo di me? Non ne ho idea. Forse dovrebbero probabilmente guardare fuori per trovare un altro rivenditore di auto usate”. (AGI) Red/Eli