SPORT: ARCELLI, CIBO E INTEGRAZIONE GIUSTA FARMACO PIU’ POTENTE

(AGI) - Roma, 6 mar. - Cibo e giusta integrazione costituiscono il piu’ potente farmaco di cui dispone un atleta serio. Lo ha detto Enrico Arcelli, dell’Universita’ di Milano, a chiusura del ‘Congresso Science in Nutrition 2010′, organizzato dalla Fondazione Paolo Sorbini, e svoltosi a Roma. Il Congresso, oltre 400 partecipanti tra scienziati ed esperti provenienti da tre Continenti, e’ stato l’occasione per diffondere le ultime novita’ nel campo della nutrizione in generale e in quella sportiva e fornire a coloro che praticano l’attivita’ fisica le linee guida che consentono di potersi alimentare ed integrare nei modi piu’ razionali. Arcelli ha parlato di ossidazione dei carboidrati esogeni durante l’esercizio di endurance, quindi lo statunitense Greg Paul della Divisione Sport Nutrition di Solae di apporto proteico prima, durante e dopo lo sport e, a ruota, Luca Mondazzi (Mapei Sport) della gestione della disponibilita’ di carboidrati negli sport di endurance. I fisiologi Giancarlo Carli e Giuliano Fontani (Universita’ di Siena) hanno trattato di indice glicemico e capacita’ attentive. “La nutrizione applicata allo sport e’ un campo di ricerca relativamente nuovo, in evoluzione e in rapida crescita. E gli studi presentati qui al Congresso di Roma forniscono informazioni innovative per capire come reagisce l’organismo di un atleta prima, durante o dopo l’attivita’ fisica”, ha precisato Arcelli ideatore delle tabelle di allenamento. “Finalmente siamo oggi in grado di capire di piu’ e dare nuovi strumenti a chi vuole progredire in questo campo, grazie al lavoro svolto a stretto contatto con gli atleti. I dati acquisiti in laboratorio, infatti, non sempre aiutano a capire quello che accade effettivamente durante un allenamento o una competizione. E’ per questo che e’ cosi’ importante il contatto diretto e la ricerca sul campo. Oggi abbiamo rilevazioni che ci consentono di capire il fabbisogno di energia, di nutrienti e in molti casi possiamo anche concorrere al raggiungimento e al mantenimento della migliore forma fisica. Una razionale alimentazione deve garantire la reintegrazione di quegli elementi le cui carenze potrebbero limitare - ha concluso - la prestazione”. Secondo i lavori del Congress, l’indice glicemico diventa un fattore determinante anche per la prestazione sportiva e in particolare per quanto riguarda la fase di avvicinamento alla prestazione: i ricercatori sono convinti che con un carico a basso indice glicemico si riesce a prolungare di fatto la performance e ad ottenere un vantaggio energetico significativo. (AGI)

Red/Pat