DOPING E PALESTRE: GUP ROMA RINVIA A GIUDIZIO NOVE PERSONE

Roma, 15 nov. - Almeno fino all’aprile del 2005 a Roma c’era un’associazione per delinquere che si dedicava al commercio illecito di anabolizzanti destinati alle palestre e ai body builder che puntavano a sviluppare la propria massa muscolare e ad alterare i risultati delle competizioni sportive. Di questo si e’ convinta il gup Cecilia Demma che, accogliendo le richieste del pm Clara De Cecilia, ha rinviato a giudizio nove persone (tra ex campioni di culturismo, personal trainer, atleti e gestori di palestre) che saranno processate, a cominciare dal 15 dicembre, dai giudici della decima sezione penale del tribunale. Questo procedimento, nato in origine a Velletri, e’ finito a Roma nel 2004 perche’ legato all’inchiesta ‘Pharma connection’ dei Nas culminata con l’arresto di 16 persone e il coinvolgimento di 134 indagati tra farmacisti, medici e titolari di aziende del settore chimico-farmaceutico. Dei nove che fra un mese dovranno comparire in aula, sei (piu’ un altro che e’ gia’ uscito di scena con un patteggiamento) rispondono, oltre che della commercializzazione illecita di anabolizzanti che somministravano per se’ e per altri in vista delle gare ufficiali, anche di truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, di ricettazione di ricettari rubati e di medicine procurate da terzi con modalita’ illegali, di falsita’ materiale in certificati, di importazione di prodotti da paesi non appartenenti all’Ue in assenza dell’ok del ministero della Salute. L’organizzazione, che aveva il suo capo in un ex campione di culturismo, utilizzava al meglio dei bollettari per la prescrizione di medicine e visite specialistiche trafugati presso il Poliambulatorio di Fiumicino e il Fatebenefratelli di Roma. Li compilava con falso timbro dell’Asl e la firma aprocrifa di alcuni medici (parti offese con le stesse aziende sanitarie) e poi li presentava presso alcuni farmacisti, ignari dell’imbroglio, per comprare decine di confezioni di Saizen, Dianabol, Testovis, Winstrol Depot, Genotropin, Humatrope, Oxandrolone, Parabolan, Sustanon (tutti farmaci di natura anabolizzanti e contenenti ormoni della crescita). Cosi’ facendo, gli indagati usufruivano anche del pagamento a carico del Ssn per diverse migliaia di euro, con danno per lo Stato su cui gravavano i costi degli stessi prodotti. Per il pm, questi farmaci, in parte provenienti anche dall’Ucraina, venivano poi distribuiti e venduti agli atleti che tra il 2004 e il 2005 presero parte ad alcune competizioni di body building. Uno dei partecipanti dell’associazione, titolare di una palestra, vendeva decine di confezioni ai suoi stessi clienti. Le difese promettono battaglia: “Confidiamo nell’accertamento della realta’ dei fatti. L’associazione per delinquere non esiste - ha commentato l’avvocato Giampaolo Balzarelli -. Questa imputazione e’ stata formulata sull’onda emotiva dell’inchiesta denominata ‘Pharma connection’ con la quale, pero’, questo filone non ha nulla a che vedere”. (AGI)

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