RUGBY: NAZIONALE, DEL FAVA “SOGNAVO DI GIOCARE CON SPRINGBOKS”

(AGI/ITALPRESS) - Citta’ del Capo, 18 giu. - “Piu’ che sognare di giocare contro il Sudafrica, da ragazzo, sognavo di giocarci dentro. In seconda linea, magari: il mio ruolo e’ sempre stato quello”. Tra i tanti pregi di Carlo Del Fava, oltre all’indiscussa abilita’ in rimessa laterale, non manca la sincerita’. Da quattro anni stabilmente nel giro della Nazionale Italiana, 28 caps all’attivo, il numero 4 dell’Ulster affronta sabato a Newlands, per la prima volta, la Nazionale del Paese che gli ha dato i natali. “In Sudafrica -dice attraverso un comunicato della Fir- c’e’ arrivato il mio bisnonno, da Lucca. Mica a fare il signore, pero’: c’era da costruire la ferrovia da Umtata ad East London, era un lavoro e, vista l’aria che tirava in Italia, era meglio di niente. Alla fine e’ rimasto qui, ha messo su famiglia. Qui sono nati mio nonno, mio padre, io: sono passati un sacco di anni ma in casa il sentimento di sentirsi italiani non e’ mai venuto meno”. Con il rugby Carlo comincia presto, come tutti da queste parti, e brucia le tappe. Alto, grosso, buone mani, attitudine al sacrificio. Gli ingredienti per tirarne fuori una grande seconda linea ci sono e la franchigia della provincia del Natal, gli Sharks di Durban, non se lo lasciano scappare: “Entro nella squadra U21 degli Sharks, l’anticamera del Super 12 di allora (oggi Super 14 ndr). E arriva anche la chiamata del Sudafrica U21″. Poi, nel 2004, l’arrivo a Parma sponda Overmach, che segna l’inizio li’ della carriera in azzurro per il gigante di Umtata:”Ringraziero’ sempre chi mi ha voluto a Parma: dopo una manciata di mesi in Italia mi sono ritrovato a esordire con la Nazionale A, a Pomezia”. Da li’ alla vetrina dei test-match, il passo e’ stato immediato: “Una settimana dopo ero a Cardiff, titolare contro il Galles nel 6 Nazioni con la prima squadra. Ringraziero’ sempre John Kirwan per quella possibilita’”. La maglia azzurra e’ un trampolino di lancio, Del Fava lascia Parma alla fine della stagione 2004/2005 e approda a Bourgoin, nel Top14 francese. Due stagioni e, la scorsa estate, fa ancora i bagagli e, con la moglie ed i due figli si trasferisce a Belfast, con l’Ulster. Per diventare un idolo del Ravenhill Stadium impiega pochi mesi, tempo che arrivi il capitanato della franchigia nordirlandese. (AGI) (AGI) - Citta’ del Capo, 18 giu. - Nel mezzo, tante apparizioni azzurre nel 6 Nazioni e un posto nel XV titolare che, a St. Etienne, a settembre, arriva ad un passo dai quarti di finale: “Una delusione infinita. Arrivare cosi’ vicini e non farcela per un pelo…Ma il Mondiale e’ stato una grande esperienza”. Italia fuori di un soffio, Sudafrica campione del mondo. Del Fava ha festeggiato il secondo titolo iridato degli Springboks? “Mica tantoPensavo ancora troppo alla partita di St. Etienne”.Sabato, per la prima volta in quattro anni di azzurro, sfida una delle tre superpotenze dell’Emisfero Sud. Destino vuole che sia il “suo” Sudafrica”: “Posso dire solo che e’ strano, e che e’ una grande sfida per l’Italia. Per noi della seconda linea, poi, la fatica sabato sar doppia…”. De Villiers, CT dei Boks, potrebbe affidarsi al collaudatissimo duo campione del mondo, formato da Victor Matfield, capitano di giornata, e Bakkies Botha: “Due fenomeni, formano la migliore seconda linea del mondo. Affrontarli e’ l’incubo e l’ambizione di chiunque giochi nel mio ruolo”. Un ruolo che, agli occhi dei non addetti ai lavori, spesso passa inosservato o quasi: “La seconda linea e’ un ruolo per chi ha fame, voglia di andare in guerra ogni partita. Sabato, bisognera’ averne parecchia, di questa voglia. Io sono nato qui, come tutti i ragazzini di qui sono cresciuto con il mito degli Springboks. E ora che ho la possibilita’ di affrontarli con la maglia della Nazionale del mio Paese, posso volere qualcosa di piu’?”. (AGI)

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