SALUTE: ITALIANI PRIMI PER INTERVENTI PER PROTESI D’ANCA

(AGI) - Nizza, 31 mag. - Uno dei maggiori fattori di rischio e’ rappresentato dagli interventi di ortopedia cosiddetti ‘maggiori’, come protesi d’anca , chirurgia maggiore del ginocchio, e fratture della testa del femore. Esistono pero’ regole importanti di prevenzione per evitare l’intervento. “L’obesita’ e’ il fattore piu’ importante che aumenta l’incidenza di artrosi e quindi la necessita’ di interventi protesici - continua il dott. Giuseppe Monteleone -. Va quindi tenuto sotto controllo il peso con una dieta equilibrata. Inoltre nei pazienti obesi i benefici dell’operazione sono inferiori. L’altra basilare prevenzione e’ l’igiene di vita, con un’attivita’ fisica regolare senza esagerare in nessun senso. La completa sedentarieta’ fa sicuramente male, ma anche lo sport ad alto livello agonistico puo’ rappresentare un problema per le articolazioni che vengono sottoposte a continui microtraumi o traumi maggiori (soprattutto negli sport di contatto). Bisognerebbe poi considerare che le protesi conseguenti a fratture riguardano di solito persone piu’ anziane. Mentre nei casi di artrosi si possono avere anche pazienti piu’ giovani, di solo 40 anni, con un’articolazione completamente distrutta”. Sono proprio i pazienti piu’ giovani quelli che lasciano un ricordo piu’ profondo. “Una delle esperienze piu’ toccanti dal punto di vista umano - conclude il dott. Randelli - e’ stata proprio quella di assistere alla morte di un giovane durante una embolia polmonare acuta. Aveva avuto un importante trauma, era gia’ in fase di riabilitazione, stava quasi uscendo dall’ospedale, quando si e’ sentito male e pur essendo immediatamente sottoposto a un trattamento medico perfetto non ce l’ha fatta”. (AGI)

Red/Ddd